“L’autismo non è un mondo a parte, ma parte di questo mondo”. Basterebbe questa frase, impressa su uno striscione che pesa più di una coppa, a raccontare il senso profondo del 2 aprile. Ma oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il Campobasso FC ha deciso di fare di più: ha scelto di trasformare l’Axum Molinari in un megafono di civiltà.
In un’epoca che corre troppo veloce, dove spesso chi non tiene il passo viene lasciato ai margini, i Lupi rossoblù hanno rallentato per stringere una mano: quella delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie. Non è stata solo una foto di rito, ma un patto di solidarietà firmato davanti ai propri tifosi e alla città intera.
Le parole del vicecapitano Mario Gargiulo colpiscono dritto al cuore e definiscono il perimetro di una società che vuole definirsi davvero consapevole: “Oltre i nostri colori, oggi siamo tutti uniti per valorizzare ogni diversità. Questa è la nostra vittoria più bella”. È un urlo che rompe il silenzio dell’indifferenza. I calciatori del Campobasso FC non parlano di schemi o di classifica, ma di diritti. Perché la vera fragilità non risiede in chi vive l’autismo, ma in una società che alza barriere architettoniche e mentali invece di offrire opportunità.
Il gesto del Club rossoblù ci ricorda che lo sport ha una responsabilità sociale immensa. Mentre i Lupi stringono quello striscione, stanno dicendo a ogni genitore che lotta quotidianamente contro la solitudine e a ogni ragazzo che cerca il proprio posto nel mondo: “Non siete soli”.
Oggi il Campobasso ha segnato il gol più importante della stagione. Perché quando si abbattono i muri dell’esclusione per costruire ponti di solidarietà, non vince solo una squadra: vince l’umanità intera.
Ufficio Stampa
Campobasso Football Club

